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Ventroni Bore

Nacque a Dorgali nel 1947 e morì a Roma nel 1991. Figura carismatica e appassionata, fu uno dei fondatori del movimento anticolonialista Su populu sardu, dedicando la sua vita alla lotta per l’emancipazione culturale e politica della Sardegna. Attivista instancabile e militante convinto, si impegnò nel finanziamento del movimento attraverso la vendita dell’omonimo giornale, che divenne la voce del movimento, diffondendosi oltre Cagliari, con sedi anche a Roma e Bologna.

Una delle sue idee più brillanti e innovative fu l’elaborazione di un’ortografia esclusivamente sarda, evitando l’influenza dell’alfabeto italiano. In un’epoca in cui la codificazione della lingua sarda non era ancora oggetto di discussione, Bore Ventroni percorse i tempi, ponendo le basi per una riflessione linguistica profonda e autonoma.

Nella sede di Cagliari, in via Lepanto, era un vero e proprio animatore culturale. Organizzava e teneva lezioni di lingua sarda in logudorese, affiancato da Antonio Lepori, che invece si occupava del campidanese, con l’obiettivo di giungere a una ufficialità dell’utilizzo della lingua come a livello politico al riconoscimento del sardo come lingua nazionale. Il suo lavoro e la sua visione rappresentavano un passo fondamentale verso la valorizzazione e la difesa dell’identità sarda.

Politicamente, Ventroni era legato alla corrente marxista-leninista del movimento, sostenitore della linea terzomondista di Enver Hoxha leader carismatico albanese ed era una posizione unica in Europa che contestava contemporaneamente l’influenza degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica nel mondo. Mantenne contatti significativi con realtà rivoluzionarie di altri paesi, l’Albania appunto, soprattutto con la Catalogna e le nazionalità senza stato d’Europa (Carbonell). La sua produzione intellettuale, con articoli etc includeva la pubblicazione di un ciclostilato chiamato ISKRA, attraverso cui diffondeva idee di lotta e emancipazione. Spesso faceva riferimento al Gramsci sardista, che auspicava una collaborazione con il PSDA concitando le sue idee su “Bivat sa Comuna Sarda de sos massaios minadores pastores e omines de traballu” , un concetto che incarnava il suo sogno di una Sardegna libera e indipendente.

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Bore Ventroni, con il suo impegno appassionato, la sua coerenza rimane una figura centrale nella storia del movimento anticolonialista sardo, un uomo che seppe unire la lotta politica con la difesa e la promozione della cultura e della lingua sarda, segnando profondamente il percorso di chi ha creduto e crede ancora in una Sardegna libera e indipendente.

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